Sarnano: moto contro auto, centauro trasportato a Torrette
Grave incidente stradale a Sarnano, in località Cardagnano, sulla strada che uscendo dal paese conduce verso Amandola nei pressi del salumificio Monterotti. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri una moto, condotta da un uomo residente ad Ascoli Piceno, si è scontrata con un’auto, alla cui guida si trovava un uomo del posto, che probabilmente stava voltando non accorgendosi dell’arrivo del motociclista. Nel tremendo impatto ad avere la peggio è stato il centauro soccorso sul posto dal personale del 118 giunto a bordo di due ambulanze. Viste le sue condizioni i sanitari hanno allertato l’eliambulanza che ha provveduto al trasporto del ferito all’ospedale regionale di Torrette. Fortunatamente le condizioni dell’ascolano non sembrano essere gravi. Le operazioni di soccorso del centauro hanno provocato notevoli rallentamenti del traffico poi tornato alla normalità.

San Severino, giovane muore per overdose
Tragedia a San Severino Marche dove un uomo di 37 anni è stato rinvenuto cadavere all'interno della propria abitazione in pieno centro cittadino. Sul posto i carabinieri della locale stazione e il personale del 118 che sono riusciti ad entrare nell'appartamento grazie all'aiuto di alcuni vicini che erano riuscita a reperirne le chiavi. Una volta all'interno la macabra scoperta del cadavere del 37enne con vicino alcune siringhe. Inquirenti al lavoro per accertare le cause del decesso, anche se tutto lascia presupporre si sia trattato di un'overdose, a quando risalga la morte dell'uomo e soprattutto se si trovasse da solo in casa.
g.g.
Nella festa del patrono inaugurato a San Ginesio il centro di comunità
Una festa del patrono particolare per la comunità di San Ginesio dove è stato inaugurato, nel Parco del Colle Ascarano, il Centro di Comunità realizzato grazie anche al sostegno di Caritas Italiana. Al taglio del nastro erano presenti l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, il sindaco Giuliano Ciabocco, il direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu, il parroco padre Antonio Tripaldi, la banda cittadina, la Corale Bonagiunta che ha solennizzato con i canti la messa di inaugurazione, autorità civitli e mailitari, ma soprattutto tanti ginesini felici di poter riavere, a due anni dal terremoto, un loro luogo di aggregazione. Il Centro di Comunità, infatti, sarà a disposizione della cittadinanza e delle associazione, oltre a fungere da chiesa in attesa della ristrutturazione degli edifici sacri cittadini. "Un esempio singolare di sinergia tra la responsabilità dell'amministrazione comunale, l'attività della parrocchia, l'intervento della Caritas Italiana che insieme hanno permesso a questa comunità di avere di nuovo un luogo di incontro - così l'arcivescovo Francesco Giovanni - Un segno concreto che dà speranza nel futuro perchè chi parla di futuro senza operare concretamente nel presente significa che non crede nel futuro". "Una giornata importante per San Ginesio - l'ha definita il sindaco Giuliano Ciabocco - A distanza di due anni dal terremoto riusciamo ad avere la nuova chiesa ed è un segnale importante per la nostra comunità dato, purtroppo, da privati perchè la ricostruzione pubblica è ancora ferma al palo". Una struttura resa possibile, come detto, dall'intervento di Caritas Italiana che "raccoglie i bisogni dei singoli territori e in essi convoglia la solidarietà concreta perviene dalle offerte ricevute", secondo quanto detto dal direttore don Francesco Soddu.


"Ricostruire è ritornare" . Il punto della situazione a due anni dal sisma del 24 agosto
"Ricostruire è ritornare", il titolo del forum tenutosi all'Eremo del beato Rizzerio di Muccia, a due anni dall’inizio degli eventi sismici che hanno sconvolto l’Italia centrale, lasciando i segni della più grande devastazione soprattutto nella regione Marche. 93 mila le scosse da quel 24 agosto 2016, in un territorio determinato a reagire, nonostante il passo lento della ricostruzione. Il punto della situazione al centro del convegno che ha riunito parlamentari ed amministratori provenienti da più comuni e province. Presenti, l’arcivescovo Brugnaro il sen. Pazzaglini, l’on. Patassini, relatore di maggioranza del decreto legge ‘sisma’, le on. Rachele Silvestri e Patrizia Terzoni, l’assessore regionale Sciapichetti, il direttore dell’Ufficio per la Ricostruzione Marche, Spuri, l’amministratore unico di ‘Quadrilatero’, Perosino, la consigliera del ministro Bonisoli, Daniela Tisi, , il prorettore di Unicam, Spaterna e la docente di Unimc in Economia della Ricostruzione, Eleonora Cutrini il capogruppo in Regione di M5S Maggi e la consigliera Romina Pergolesi.

In evidenza nell’intervento dell’arcivescovo Brugnaro una ricostruzione che ha bisogno del rispetto del tempo, del recupero di simboli di ispirazione sia religiosa che materiale, dell’aiuto a tornare a casa, un cosmo che ruota attorno a scuola, lavoro, ritrovi di comunità. “Mettere critica nei difetti e sceverare ciò che si è fatto o che si poteva fare, non è sbagliato Sin dall’inizio dissi al commissario Errani che questo non era il terremoto dell’Emilia. Il compito di usare la critica deve essere carico di speranza perché la speranza ha bisogno di dire che all’errore c’è sempre la possibilità di trovare una soluzione migliorativa. E’ cosi che si dà credito alla speranza; sul piano della speranza si incontrano tutti e quando impari che non c’è una via di uscita, conviene usare la fantasia e supporre che le cose possano cambiare. Utilizzare dunque un atteggiamento che permetta di essere dogmatici, perchè il dogmatismo politico e amministrativo procura danni”. Ragionare insieme e cercare di risolvere questioni ancora aperte nello spirito della condivisione e non della divergenza, è quanto ha auspicato l’assessore Sciapichetti: “ Alle 3.37 della scorsa notte- ha detto- eravamo a Pescara del Tronto nel luogo dove quella notte del 24 agosto giacevano i corpi delle vittime del sisma. Questa è la più grande catastrofe che si sia mai ricordata e di fronte a un evento epocale come questo, ognuno deve fare uno sforzo, lasciando da parte le logiche politiche. Ci vuole onestà intellettuale, trovare il modo di correggere gli errori. Ma occorrono un lavoro fatto insieme, confronto e riflessione, ascolto dei territori e dei sindaci che sono i protagonisti”. Secondo l’assessore alcune questioni avrebbero potuto essere affrontate in modo diverso e l’augurio è che il parlamento intervenga con correttivi. Tra le cose che i passati governi non sono riusciti a capire, ha indicato il passaggio dei piccoli abusi edilizi che rappresentano ostacolo per l’80 % della ricostruzione dei comuni. Positiva invece la rimozione delle macerie pubbliche che ha raggiunto il recupero di 500 mila tonnellate, mentre per la raccolta di quelle private, la normativa è da semplificare.
Della mancanza di normativa efficiente ed efficace per emergenza e ricostruzione e di linee guida adeguate, ha parlato il senatore Pazzaglini, evidenziando che l’esistenza di criteri da adottare permette di evitare scelte arbitrarie e sperequative. “ Imparando dagli errori fatti, si possono creare delle soluzioni diverse che aiuterebbero chi dovesse trovarsi in futuro nella stessa situazione. Invito tutti non tanto ad uno spirito critico, ma a fare un piccolo mea culpa e un passo indietro. E’ quando ci sono le condizioni di pace che occorre pensare alla guerra”. “Dire che il governo si è dimenticato del terremoto è una falsità - ha dichiarato l’on. Ptassini- Dal suo insediamento infatti ,la prima uscita del presidente Conte è stata nei luoghi del terremoto e la prima legge è stato il decreto sisma di conversione, al quale oggi dovremmo non tanto aggiungere, ma semplificare. La questione delle difformità urbanistiche deve invece superare delle divergenze politiche e ci sono diversità tra regione e regione, ma le Marche sono una regione corretta”. Sul cratere che andrebbe diviso per fasce, con un trattamento diverso per i comuni più colpiti, ha richiamato attenzione l’on. Rachele Silvestri evidenziando che di 45 comuni dell’intero cratere colpito in provincia di Macerata, i ricavi del commercio sono calati del 12% ; a questo dato drammatico si sommano la chiusura di 500 imprese con la perdita di 1500 posti di lavoro e lo spopolamento devastante dei territori. “ Per riportare gente serve lavoro e occorre usufruire dei benefici del terremoto per permettere agli imprenditori una sicurezza nell’investire per garantire occupazione”. Dal canto suo la consigliera del Ministro dei beni culturali Tisi ha posto l’accento sulla proposta che è priorità del ministero, di attivazione di procedure e protocolli specifici per la salvaguardia dei beni culturali in caso di emergenza, nell’ottica della prevenzione e individuazione di depositi attrezzati.
“Da tecnico- ha detto Perosino- dico che non è normale stare ancora qui a dire cosa si deve fare; il costruire è un progetto e, in un Paese altamente sismico, dovremmo ritrovarci preparati, invece, stiamo ancora a discutere su come dobbiamo affrontare emergenze. Siamo ancora fragili perché non siamo stati in grado di fare procedure certe e sicure . La priorità è la vita delle persone e lavorando insieme occorre fare dei piani che rispondano alle necessità e alle necessità singole. La Quadrilatero ad esempio non è stata una strada qualsiasi; attraversare gli Appennini non è stato facile ma in questa zona sismica la strada porta dei benefici anche di tipo sociale che evita spopolamento. Cosa importante per il futuro è partire dall’ascolto, perché le strade non si fanno senza aver prima ascoltato le comunità dei territori che si attraversano e, senza valutare la stessa utilità assoluta dell’opera. Occorre smetterla di fare opere inutili. Basta con le opere incompiute che sono lì a testimoniare l’incapacità di gestire ”.“ Il governo dia solo i finanziamenti e il parlamento dia competenze a Regione e comuni, altrimenti non si va da nessuna parte- è intervenuto l’ex sindaco di Serravalle Ronchetti, sollecitando Spuri riguardo alle risorse disponibili per la ricostruzione. “ Nessun problema di risorse – ha detto il direttore dell’Ufficio Ricostruzione- tuttavia , per le opere pubbliche, pur esistendo i fondi, i comuni non riescono a farle partire; solo cento le progettazioni in corso con soli trenta responsabili di procedimento nominati. Il sistema denota delle sofferenze nel complesso a tutti i livelli. Può avere delle semplificazioni ma occorre accettare qualche compromesso. Per la ricostruzione privata all’U.R. sono arrivate 3500 pratiche , autorizzate ne sono 1050, un altro 50 % è fermo nei comuni e per la vastità della devastazione necessiterebbero più professionisti e imprese . Ci vuole più fiducia e meno sospetto, altrimenti - ha continuato Spuri- si perde la volontà di stare sul pezzo tutti i giorni . 200 decreti al mese sono 2400 decreti all’anno e per fare 10 mila cantieri ci vogliono più di 10 anni. Se ognuno di noi vede il suo segmento e non è conciliabile alla fine con la vita delle persone , il risultato dell’equazione è perfetta, ma il paziente intanto è morto”. Altri interventi della serata quelli dell’on. Terzoni, della consigliera regionale Pergolesi, dell’assessore folignate Gubbini, del prorettore Spaterna e della docente Cutrini, seguiti da Maggi e dai sindaci Baroni e Piermattei.
Incidente a Pioraco precipita uno scalatore di Macerata
Tragedia sfiorata alla “Palesia” nei pressi di monte Gemmo nel territorio di Pioraco.
Un appassionato di montagna residente a Macerata, mentre stava scalando una parete rocciosa, improvvisamente perso l’appiglio precipitando al suolo, facendo un volo di circa 10 metri e riportando diverse fratture tra cui quella al bacino.
Immediato l’allarme da parte dei compagni di cordata che hanno allertato i soccorsi con i volontari del C.a.i. che hanno raggiunto il ferito sul luogo dell’incidente.
Gli uomini del soccorso alpino hanno poi imbragato l’uomo portandolo nella zona della cartiera cittadina dove i sanitari hanno richiesto l’intervento dell’elioambulanza che ha provveduto al trasporto del ferito all’ospedale regionale di Torrette.
Parco dei Sibillini: Olivieri chiude il suo mandato
Il punto del Presidente Olivieri sulla situazione presente e futura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Nel luglio 2013 veniva nominato presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con decreto del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, il professor Oliviero Olivieri, ordinario di Nutrizione a Alimentazione animale al Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia. Una grande preparazione scientifica alla base pertinente anche alla gestione delle aree protette, ma soprattutto la capacità di intessere un efficace piano di relazioni con il territorio, a cominciare dai Sindaci. Una presidenza, la sua, segnata in particolare dagli eventi sismici che hanno sconvolto i Sibillini e le aree appenniniche del centro Italia a partire da due anni fa, dalla prima scossa del 24 agosto 2016. Di seguito riportiamo una riflessione del Presidente Olivieri alla chiusura del suo mandato che scade proprio oggi, 24 agosto 2018.
“Il Parco, in questi anni, ha fatto la sua parte, cercando di mantenere il ruolo di tutela e valorizzazione del territorio che gli compete, anche in una situazione di emergenza come quella che si è venuta a creare a seguito del terremoto. Pur rimanendo anche noi senza la nostra storica sede, abbiamo cercato in ogni modo di non far mancare il nostro apporto e sostegno alle comunità che, da subito, si sono adoperate per ripartire e scongiurare il rischio dell’immobilismo e dell’abbandono: richieste di pareri, autorizzazioni, sopralluoghi, incentivi come, ad esempio, quelli per le reti elettrificate per la difesa delle greggi, partecipazione ad incontri, dibattiti pubblici ed a iniziative di promozione, ripristino della sentieristica, attivazione di strategie per il rilancio del turismo, nonostante tutto, con il rinnovo della Carta Europea del Turismo Sostenibile, azioni di salvaguardia della fauna come quella custodita nelle aree faunistiche, disponibilità ad interloquire con i mezzi di comunicazione ed anzi a supportare con i propri tecnici e funzionari attività di informazione pubblica sul territorio e sulle emergenze. Poi, certo, il nostro pensiero non può non andare a chi da questa esperienza è stato toccato direttamente, alle vittime, alle migliaia di sfollati tra cui anche molti dipendenti e collaboratori del Parco. Avremmo potuto fare di più e meglio, questo è nelle cose. Penso, ad esempio, all’attuazione del Piano per il Parco che, comunque, è vicino alla sua adozione definitiva. Ma quello che non posso rimproverarmi è l’impegno profuso da tutti noi per portare il nostro contributo ad una comunità sconvolta, che soffre, ha sofferto, continuerà a soffrire ancora, ma con la speranza di un futuro concreto e, auspicabilmente, a portata di mano. Il Parco è amico del territorio. Il Parco, sono certo, giocherà un ruolo fondamentale nella ripartenza, a cominciare dal turismo. E a chi verrà dopo di me spetterà il compito di proseguire su questa strada, consapevole che può contare sul supporto di una struttura preparata e di collaboratori motivati, e su una rete di relazioni, in primis i sindaci, che rappresenta un valore aggiunto per una gestione efficace, razionale, di valorizzazione e tutela di questo straordinario territorio che prende il nome dai Monti Sibillini.”
A fare le veci del Presidente, prima della nuova nomina da parte del Ministero dell’Ambiente, sarà l’attuale vice Presidente del Parco, Alessandro Gentilucci, Sindaco di Pieve Torina, il quale ha espresso, a nome di tutto il territorio del Parco, un sincero ringraziamento al Presidente Olivieri “per il suo operato, per la determinazione che ha sempre dimostrato in questi anni per assicurare un ruolo ed un futuro alle comunità che abitano questi luoghi nel rispetto dello straordinario ecosistema dei Monti Sibillini. Mi impegnerò, in questo periodo di vacatio molto delicato perché è all’ordine del giorno il tema della ricostruzione, per continuare ad operare in un’ottica di piena collaborazione tra istituzioni, nel rispetto dei differenti ruoli.”
Carlotta Maggiorana è Miss Marche 2018. Eletta a Pieve Torina, nel cuore della zona rossa
E’ Carlotta Maggiorana la Miss Marche 2018. La ventiseienne di Petritoli è stata scelta come la più bella delle Marche nella finale regionale che si è svolta a Pieve Torina nel cuore della zona rossa, in una piazza Santa Maria Assunta riaperta per l’occasione e gremita di pubblico. Rappresenterà la Regione alle finali nazionali in programma a Jesolo dal 3 all’8 settembre. " Sono felicissima di aver vinto questo titolo qui in uno dei centri che hanno riportato più distruzione nel sisma del 2016- ha detto Carlotta Maggiorana- Ricorderò sempre questa serata di Pieve Torina e mi auguro di poter tenere alta la fascia che mi è stata affidata".
Sentite e intense le parole pronunciate dal palco dal sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci il cui pensiero di cordoglio, solidarietà e vicinanza, è volato alle vittime del sisma del 24 agosto 2016. "Questa serata ha un doppio significato è un po' un ossimoro che riunisce Il bello e il brutto . C’è il bello di questa manifestazione per la quale ci siamo prodigati e c'è il brutto della distruzione, della bellezza che avevamo e che dobbiamo impegnarci a ricostruire. La volontà dell'amministrazione comunale e quella che mi ha animato a portare in questa piazza la finale regionale di Miss Italia- ha ggiunto il sindaco- è un messaggio che vogliamo lanciare ai politici perché questo è il cuore dell'Italia; con rabbia, con determinazione, con grinta e con l'animo della nostra popolazione che testimonia la resilienza della gente che è voluta rimanere qui, dico che il messaggio vero che si è voluto lanciare con questa serata è che così non si può andare avanti. Qui c'è l'Italia vera perchè l' Italia vera sta nelle aree interne che non hanno lasciato morire la vera tradizione italiana. Questo è il significato politico racchiuso nella serata che abbiamo voluto qui: è la volontà dell'amministrazione comunale di riaprire una zona rossa per far vedere a tutti come stiamo messi insieme agli sforzi alla capacità, alla dedizione e all’unità di tutto questo popolo, dimostrati sempre e in tutto questo lungo tempo. Dico tutto questo a nome di un territorio perché rappresento l'Unione Montana che è capofila delle aree interne e, come vicepresidente, anche il Parco nazionale dei Sibillini ".

Nel corso della piacevolissima serata, condotta da Marco Moscatelli e Monica Riva, arricchita dalle esibizioni del cantante Francesco Capodacqua e condita dalle esilaranti battute del comico Marco Passiglia, la giuria ha anche assegnato altre fasce. Prepareranno i bagagli per partecipare alle prefinali nazionali di Jesolo dunque anche la diciottenne Veronica Nucci di Loreto eletta Miss Pieve Torina e la diciannovenne Melania Marinelli di Ancona, scelta come Miss Sport Marche. " Per me l'emozione è fortissima- ha commentato Miss Pieve Torina che conserva anche la fascia di Miss Cinema conferitale nelle precedenti selezioni - Sono orgogliosa e fiera di questo titolo che rappresenta un paese che ha sofferto tanto ma non si è mai arreso".


Insieme a loro accederanno alle Prefinali Nazionali di Jesolo: Laura Schiavoni di Osimo “Miss Rocchetta Marche”, Silvia Sbaffi di Fabriano “Miss Eleganza Marche”, Angelica Berretta di Montefelcino “Miss Sorriso Marche”, Erika Franceschini di Ascoli Piceno “Miss Equilibra Marche”, Sara Ferraiuolo di San Benedetto del Tronto “Miss Riviera Marche”, Anita Privitera di Porto Sant'Elpidio “Miss Miluna Marche”. In giuria anche la Miss Italia in carica, la trentina Alice Rachele Arlanch e Miss Marche 2017 Ilenia Bravetti di Matelica. Alla significativa serata che, dal cuore del paese riaperto è riuscita a trasmettere un’atmosfera festosa e a regalare un po’ di serenità, erano presenti anche Miss Normal Size Daniela Mazzaferro di Civitanova e Miss Coraggio Marche Rossella Fiorani di Pesaro.



Tolentino, giovane si lancia nel vuoto dal cavalcavia della superstrada
Dramma a Tolentino dove un giovane di 38 anni C. D., residente a Caldarola, si è gettato da un cavalcavia della superstrada 77 Valdichienti in contrada Piani Bianchi alto circa 12 metri dopo aver lasciato la propria auto lungo la sede stradale. immediato l'allarme lanciato da alcuni automobilisti che hanno allertato carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118. Giunti sul posto i sanitari, constatate le gravi condizioni del giovane, hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza che ha provveduto all'immediato trasporto all'ospedale regionale di Torrette. Gravi le lesioni riportate dal giovane, molto conosciuto nella comunità caldarolese, nel drammatico volo nel vuoto. L'uomo si trova ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale anconetano in stato di coma con i sanitari che, ovviamente, non sciolgono la prognosi.
Castrum Sarnani “Reaedificandum”: ricostruzione storica del passato per ricostruire il presente
Tantissimi gli artisti che si sono alternati sui palchi sparsi per la manifestazione, gli spettacoli di giocolieri, danzatrici e mangiafuoco, la comicità delle scenette teatrali e la simpatia dei giullari pronti a coinvolgere i visitatori con gli antichi giochi.A coordinare abilmente i vari gruppi è stato il direttore artistico Alessandro Martello, seguendo il tema scelto per l’edizione 2018 di “Reaedificandum”: un viaggio attraverso la ricostruzione storica del passato di Sarnano per ricostruire il presente dopo il sisma del 2016. Il terremoto, infatti, è stato un momento molto difficile per il paese, che tuttavia dimostra giorno dopo giorno la sua voglia di curare tutte le ferite e guardare avanti. Il successo di una manifestazione come Castrum Sarnani ne è la prova, nonché una soddisfazione che va oltre ogni aspettativa. A causa dei danni riportati nel centro storico dopo il sisma, il percorso ha dovuto subire non pochi cambiamenti. La manifestazione si è sviluppata principalmente nelle piazze più basse del paese, subendo un ridimensionamento e rinunciando a molti degli storici punti di ritrovo per la festa. Tuttavia, intatto è rimasto lo spirito e il fascino del passato che torna in vita per le vie del centro storico. A rendere possibile tutto ciò sono stati gli organizzatori che hanno curato ogni dettaglio, i quasi cinquanta artisti che nei tre giorni hanno animato ogni angolo della festa e tutti coloro che hanno lavorato duramente lungo il percorso. Quest’ultimo gruppo di lavoratori conta un esercito di oltre 150 volontari che coprono tre generazioni, personale in costume d’epoca che ha reso possibile la magia. A confermare il valore di Castrum Sarnani è stata l’attribuzione per la manifestazione del marchio dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, un onore per gli organizzatori e per tutta la comunità.Sabato sera la manifestazione si è chiusa con lo spettacolo dei Tamburini del Serafino in piazza Perfetti, un simbolico arrivederci al prossimo anno.


Riapre la discoteca Much More di Matelica
C’è già una data fissata per la riapertura della discoteca Much More di Matelica. E’ quella di sabato 13 ottobre, una notte che entrerà nella storia della città e del locale che nel 2019 compirà 40 anni. Sì, si può parlare di storia perché il Much More dagli anni ’80 ha contribuito in grande stile al divertimento notturno di tutto l’entroterra marchigiano, con serate e ospiti che sono nella memoria di intere generazioni. A far ripartire la discoteca saranno tre ragazzi del posto: Riccardo Antonelli, 25 anni di Matelica, Simone Bellardinelli, 27 anni di Castelraimondo e Gianluca Mattioli, 30 anni di Fabriano. Tante le novità che caratterizzeranno la stagione 2018/2019, dal calendario completamente ripensato rispetto al passato, all’allestimento del locale. «E’ ancora presto per svelare tutto – spiegano i tre ragazzi – di sicuro al momento c’è solo la grande emozione che stiamo provando giorno dopo giorno. Abbiamo cercato il più possibile di tenere nascosta la notizia, ma in città e dintorni è stato impossibile per l’attesa che c’era intorno a questo locale. Un clima che è stato reso tale solo grazie a chi ha gestito il locale prima di noi e lo ha portato ad essere un punto di riferimento per tutta la regione, con persone che lo conoscono in tutta Italia». Il Much More è stato costretto a chiudere nel febbraio del 2016, a causa della morte del titolare dell’attività Luciano Beniani. Un lutto improvviso che ha colto di sorpresa tutti. «Tutti e tre conoscevamo bene Luciano, chi per lavoro o chi per amicizia – raccontano i tre nuovi soci – E’ encomiabile lo sforzo che ha messo in campo negli anni dedicandosi a questo locale come probabilmente nessun altro aveva fatto prima. E’ anche per lui che oggi siamo qui decisi a riaprire questa discoteca. Faceva veramente male vedere le porte chiuse e le luci spente anche di sabato sera. E’ stato più per questo motivo che per altri se alla fine ci siamo buttati in questa avventura, considerando anche il fatto che al giorno d’oggi attività come queste sono le più rischiose per tanti motivi». Soprattutto in un territorio che sta facendo fatica a rialzarsi dopo il sisma del 2016. Un evento che ha sconvolto la comunità e cambiato il tessuto economico e sociale dell’intera area. E’ in questo contesto di rinascita che si inserisce la riapertura del Much More, per molti un punto di ritrovo considerato come una vera e propria piazza. «C’è chi lo ha chiamato salotto buono di Matelica e chi invece lo ha considerato come la seconda piazza della città. Noi siamo tra questi ultimi e stiamo lavorando per fare in modo che torni ad essere un punto di riferimento per tutti, giovani e adulti. L’obiettivo è anche quello di riportare gente nei bar e ristoranti di Matelica, perché se si riattiva quel meccanismo come negli anni passati, siamo sicuri che questa città può definitivamente rinascere» concludono Riccardo, Simone e Gianluca.
